primavera, la farsa dell’amore trasforma i bisogni in sogni.
il mio demone e’ sempre qui, lo sento ansimare silenzioso dietro la porta di casa. l’ho nutrito in questo giorni ( gli basta poco, ombre e pezzetti d’illusione), so che il suo mantello e’ come uno specchio e temo di vederci riflessa una mia temuta immagine
ti ho invocato (quando? in un certo momento che non so ricordare) e sei venuto a me, demone: hai disposto della mia anima conducendone i sogni , ma ora come una morsa mi sorridi
impara ad essere meno impetuosa, impara.
per quattro anni ho giocato sempre lo stesso numero: non e’ mai uscito.
sabato sera in vacanza, pericolosamente stanziale sul divano. e’ bella la socialita’ ma sognare ad occhi aperti resta sempre impagabile. solitudo, beatidudo
e sogno che da tralfamadore ci guardi e sorridi
