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aprile 2007

discrasia

primavera, la farsa dell’amore trasforma i bisogni in sogni.

la metafora del bene non funziona

il mio demone  e’ sempre qui, lo sento ansimare silenzioso dietro la porta di casa. l’ho nutrito in questo giorni ( gli basta poco, ombre e pezzetti d’illusione), so che il suo mantello e’ come uno specchio e temo di vederci riflessa una mia temuta immagine

un dio pagano s’e’ risvegliato

ti ho invocato (quando? in un certo momento che non so ricordare) e sei venuto a me, demone: hai disposto della mia anima conducendone i sogni , ma ora come una morsa mi sorridi

e c c e s s o

impara ad essere meno impetuosa, impara.

amori

per quattro anni ho giocato sempre lo stesso numero: non e’ mai uscito.

mantieniti

sabato sera in vacanza, pericolosamente stanziale sul divano. e’ bella la socialita’ ma sognare ad occhi aperti resta sempre impagabile. solitudo, beatidudo

ti invidio un po’

e sogno che da tralfamadore ci guardi e sorridi